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Il “Doll test”




Il “Doll test” è un esperimento psicologico ideato negli anni ’40 in Usa per testare il grado di emarginazione percepito dai bambini afroamericani causato da pregiudizio, discriminazione e segregazione razziale. Lo abbiamo rifatto oggi con bambini italiani dato l’aumento considerevole, negli ultimi anni, del fenomeno migratorio in Europa. Sulle coste del Mediterraneo, infatti, sbarcano ogni anno migliaia di migranti in cerca di un futuro diverso: alcuni per migliorare le proprie condizioni economiche, altri sono rifugiati politici, in fuga da zone di guerra, discriminazioni e, talvolta, persecuzioni etniche, religiose o politiche. Il 2015 è stato vissuto in Europa come l’anno dell’ ‘invasione’ che minaccia di spazzare via equilibri sociali, economici e culturali. La sempre più stretta sorveglianza dei confini e delle frontiere può determinare, però, anche un rischio, quello di annientare definitivamente qualsiasi possibilità di dialogo o di integrazione. In ogni paese europeo vivono ad oggi moltissimi migranti di seconda, terza e quarta generazione, che sono a tutti gli effetti cittadini di queste nazioni, come questi bambini italiani. Eppure, per molti, essi rimangono ‘diversi’, ‘stranieri’, una definizione pericolosa e che, negli ultimi tempi, può essere addirittura illegittimamente accostata al fenomeno terrorista. Senza un serio cambiamento di prospettiva, sia politico che sociale, rischiamo, così, di distorcere pericolosamente la percezione che abbiamo dell’altro, e che l’altro ha di sé.



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